Mozione del CdF Architettura 23/10/2008

Università degli Studi di Firenze
Facoltà di Architettura

Il Consiglio della Facoltà di Architettura, riunitosi il giorno 23 ottobre per valutare le iniziative proposte dall’Assemblea di Facoltà tenutasi il 10 ottobre scorso, dopo ampia discussione ha approvato la seguente mozione:

Il Consiglio di facoltà denuncia il tentativo del Governo di cancellare l’Università pubblica che tutti conosciamo con la Legge n. 133/08, i cui punti salienti sono stati evidenziati nell’appello che le Associazioni della docenza hanno rivolto il 2/10/08 a tutti i docenti delle Università italiane:

– limitazione al 20% del turn-over, per gli anni 2009-2011 ed al 50% per l’anno 2012 del personale docente e tecnico-amministrativo, dopo due anni di blocco dei concorsi;
– ulteriori drammatici tagli al Fondo di finanziamento ordinario, che viene decurtato di circa il 25% in termini reali entro il 2012;
– la incostituzionale possibilità di trasformazione degli Atenei in Fondazioni private, con la privatizzazione dei rapporti di lavoro, il conferimento dei beni dell’Università al nuovo soggetto privato e l’indeterminatezza degli organi di gestione degli atenei la cui composizione e funzione non viene per nulla chiarita.

Tali provvedimenti vanno ben oltre la congiuntura ed una pura manovra di risparmio, ma determinano invece uno scenario in cui sparisce l’Università italiana come sistema nazionale tutelato dalla Costituzione, in cui il ruolo pubblico è elemento decisivo di garanzia per la libertà di ricerca e d’insegnamento e degli interessi generali del Paese.
Saranno in primo luogo gli studenti ad essere danneggiati, perchè non sarà più garantita un’offerta formativa di qualità legata all’inscindibilità di didattica e ricerca, perchè il taglio dei finanziamenti condurrà all’aumento senza limiti delle tasse universitarie e perchè la possibilità di assumere sempre meno docenti condurrà ad un ampliamento massiccio dei corsi di laurea a numero chiuso ed alla soppressione di corsi di laurea non già sulla base di un’attenta valutazione della loro efficacia, bensì per via dell’impossibilità di garantire la presenza del personale docente necessario.

Insieme con gli studenti, i primi danneggiati sono i giovani studiosi: il blocco del turn-over, riducendo drasticamente il numero dei docenti in ruolo a fronte delle uscite per pensionamento già note, impedirà il ricambio generazionale, aggravando il problema già insopportabile del precariato, e chiudendo le porte dell’Università ad intere generazioni. Ma è l’intero sistema che si ripiega su se stesso, negando ai docenti le opportunità di ricerca e di didattica di qualità, appaltando al privato le scelte fondamentali.

Occorre dunque mobilitarsi per chiedere la cancellazione dei provvedimenti ed arrestare una deriva che si annuncia completa su tutti gli aspetti del funzionamento dell’Università. Ovviamente conosciamo bene le tante falle e difetti del sistema universitario, e certo non intendiamo difendere la situazione esistente; ma è proprio dai difetti che occorre partire: affrontare i nodi del merito e della valutazione, della qualità dell’offerta didattica e di ricerca, del reclutamento dei giovani e della carriera, e correlatamente del precariato, dei meccanismi di finanziamento, del diritto allo studio, del dottorato, di un rapporto aperto e trasparente tra Università e società. Occorre in conseguenza discuterne con la comunità universitaria: da troppo tempo infatti le decisioni adottate vengono prese in modo del tutto unilaterale, al di fuori di qualsiasi confronto.

Non è stata ancora compresa la portata devastante della L. 133: per questo dobbiamo parlare ai cittadini e spiegare bene che questi provvedimenti non sono un problema dell’Università, ma disegnano un modello che riduce diritti ed opportunità sociali, facendo del reddito il solo discrimine tra chi può e chi non può; un modello che divide sempre più il Paese tra poveri e ricchi.
Dobbiamo elaborare nuove forme di comunicazione che ci portino a contatto del più grande numero possibile di persone, a partire dalle famiglie degli studenti universitari e dalle associazioni dei genitori degli studenti medi, possibili universitari del futuro.

Pertanto il Consiglio di facoltà, valutata in modo positivo l’estesa mobilitazione che si è prodotta in Facoltà nelle due prime settimane di attività didattica, prende atto dello stato di agitazione permanente, ne conferma la sua prosecuzione e chiama tutte le sue componenti ad un nuovo e crescente impegno civile, che veda tutti uniti a difesa del sistema pubblico dell’alta formazione, quale patrimonio fondamentale della collettività.
A tale scopo il Consiglio di facoltà, esprimendo la sua ferma opposizione alla distruzione da parte del Governo dell’intero sistema pubblico dell’alta formazione, decide di attivare un articolato programma di iniziative che, dallo studio approfondito delle diverse problematiche collegate alla L. 133, possano condurre la Facoltà a relazionarsi con la società, anche in un significativo sforzo di aprire l’Università alla città ed ai suoi problemi.
Per l’attuazione di questo programma di iniziative di opposizione alla L. 133 e per la crescita della sensibilizzazione delle coscienze dei docenti, degli studenti e dell’opinione pubblica, il Cdf propone di dedicare ogni settimana un pomeriggio, a rotazione (29 ottobre, 20 novembre, 24 novembre, 2 dicembre, 10 dicembre, 18 dicembre, 12 gennaio, 20 gennaio), con eventuale prosecuzione serale, durante il quale si svolgerà un’attività di elaborazione e di discussione, articolata in diverse Commissioni, aperte a tutte le componenti della Facoltà.

Si propone pertanto la costituzione almeno delle seguenti Commissioni:

1)Coordinamento cittadino Scuola, Università, Società civile.
2)Coordinamento di Facoltà e di Atenei.
3)Forme della comunicazione interna ed esterna.
4)L’Università che vogliamo, modelli , sperimentazioni e forme di valutazione.
5)Architettura, Università, Città.
6)Formazione, conoscenza e mercato del lavoro.
7)Ricerca e innovazione
8)Valutazione critica del ruolo delle fondazioni e incostituzionalità della L. 133.

Un Coordinamento delle diverse Commissioni provvederà, settimanalmente, alla diffusione delle informazioni sull’avanzamento dei lavori e sulle iniziative di apertura della Facoltà alla città. In particolare si ritiene opportuno organizzare di momenti di confronto su tematiche di interesse pubblico e cittadino, anche per mezzo di apposite aperture serali della Facoltà, aperte alla partecipazione dei cittadini interessati, comprese alcune lezioni esterne.
Inoltre si propone di attivare uno spazio nella pagina web della Facoltà. per diffondere tempestivamente i programmi delle iniziative che le Commissioni decideranno di attuare.

Il Cdf chiede inoltre al Rettore di non svolgere la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2008/2009.
Il Cdf infine ritiene di condividere e di far propria la mozione del Consiglio di Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali del 15 ottobre 2008.

Mozione approvata con tre astensioni.
Firenze, 23 ottobre 2008

Annunci



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: